Intervista a Orazio Viele

MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO DI 5000GENOMI@VDA

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Engineering D.HUB è uno dei partner tecnologici del progetto. Di cosa si occupa e come è organizzata l’azienda?

Engineering D.HUB è parte del Gruppo Engineering, il quale è da anni presente nel panorama tecnologico nazionale e internazionale occupandosi principalmente di erogare ai propri clienti e partner infrastrutture, know-how e servizi tecnologici “su misura” in base alle singole esigenze. All’interno dell’azienda vi è anche un’intera divisione dedicata a progetti all’avanguardia di ricerca e sviluppo in ambito informatico, coinvolta in oltre 70 progetti internazionali: il nostro obiettivo è quindi di instaurare un continuo scambio e dialogo tra innovazione e immissione sul mercato di nuove tecnologie abilitanti al digitale altamente competitive.

Quale esperienza ha l’azienda nell’ambito delle applicazioni tecnologiche nel mondo sanitario, oltre al progetto 5000genomi@VdA?

Il Gruppo Engineering offre le sue soluzioni in diversi ambiti: dal punto di vista sanitario siamo attualmente impegnati nel tema della biosorveglianza e della valutazione epidemiologica dell’epidemia da SARS-Cov-2 in alcune regioni italiane e nella fornitura di piattaforme e servizi utili alla telemedicina che, come ben si può immaginare, è oggi e sarà in futuro sempre più utilizzata per una migliore gestione, assistenza domiciliare e cura dei pazienti.

Come si concretizza la partnership tra Engineering D.HUB e 5000genomi@VdA? Qual è il vostro contributo al progetto?

Per Engineering D.HUB, con sede operativa a Pont-Saint-Martin, 5000genomi@VdA è un’ottima occasione e una bella sfida perché ci permetterà di implementare le nostre conoscenze tecnologiche e, allo stesso tempo, di contribuire a un progetto davvero importante sia per la realtà sanitaria locale che per il futuro della medicina. Per l’azienda questo è un vero e proprio “progetto pilota” che unisce sia la ricerca scientifica ma anche, e soprattutto, tecnologica. Oltre a co-finanziare l’iniziativa per noi è importante sviluppare nuovi strumenti e conoscenze per essere all’avanguardia in un nuovo settore che è anche profondamente legato alle tematiche in cui siamo già attivi, ovvero la lotta al COVID-19 e la telemedicina.

Di quale tecnologia sarà dotato il CMP3VdA?

Come principale partner tecnologico, Engineering D.HUB fornirà al CMP3VdA sia le infrastrutture hardware, tra cui i calcolatori ad alta prestazione (HPC) e il data center di Pont-Saint-Martin, sia l’esperienza dei nostri ricercatori che sono coinvolti, in collaborazione con il team dell’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta, nello sviluppo, programmazione ad hoc e manutenzione continua dei vari software necessari all’analisi e all’interpretazione dei dati genomici.

È molto importante sottolineare che tutte le strumentazioni che faranno parte del progetto sono progettate su misura e sono composte da varie tecnologie, algoritmi di intelligenza artificiale e di machine learning, in linea con le esigenze scientifiche. Alcune di queste sono già attive ed utilizzate dai collaboratori e dai giovani borsisti che lavorano al progetto: ovviamente, le connessioni e i trasferimenti di dati sono protetti da tecnologie ad alta banda e criptate, per garantirne la sicurezza e la riservatezza.

Uno degli obiettivi del progetto 5000genomi@VdA è quello di creare un “fascicolo sanitario del futuro”. Come si potrà realizzare?

La cartella clinica del futuro è, in maniera molto intuitiva, una sorta di identità biologica digitale “universale” in cui sono raccolti l’intera storia clinica e gli esami di ogni persona, a prescindere dalla sua provenienza e dalla struttura sanitaria di cui ha usufruito. La principale sfida per la sanità italiana in questo momento è di rendere trasferibili le informazioni tra le varie strutture, sia pubbliche che private, in modo che, ad esempio, un paziente preveniente dal Lazio possa essere curato da un medico valdostano avendo a disposizione digitalmente tutti i dati aggiornati riguardo il suo stato di salute. Sono quindi necessari grandi investimenti e una forte nazionalizzazione dei sistemi informatici che, però, risulta assai difficile in un paese in cui attualmente ci sono 21 sistemi sanitari regionali differenti, ciascuno con le proprie caratteristiche.

Uno degli obiettivi fondamentali del progetto 5000genomi@VdA è quello di iniziare migliorare questo processo in Valle d’Aosta andando a creare un fascicolo sanitario integrato che comprenda tutti i dati necessari, tra cui quello derivante dal sequenziamento del DNA del paziente, il cosiddetto “tassello finale del puzzle”. Per realizzarlo sono già al lavoro i borsisti, i ricercatori, i programmatori in stretta collaborazione con i clinici che saranno, assieme ai cittadini, gli utenti finali di questo servizio innovativo che sarà il primo passo verso la medicina di precisione.

Come si evolverà il panorama tecnologico della diagnostica e della medicina nei prossimi anni?

L’utilizzo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali diagnostici è in rapidissima e continua evoluzione: a volte è difficile, anche per i medici stessi, rimanere costantemente aggiornati. Questo processo si è ulteriormente enfatizzato anche in conseguenza al particolare momento storico della pandemia che stiamo vivendo: sicuramente due dei principali trend della sanità del futuro saranno l’uso sempre più frequente della medicina a distanza, grazie all’integrazione di nuove piattaforme e app con le infrastrutture attualmente disponibili, e l’utilizzo della genomica per l’accesso a cure sempre più personalizzate ed efficaci, “disegnate” sulle caratteristiche ed esigenze di ogni singolo paziente. Tutte queste “rivoluzioni tecnologiche” devono, però, essere sostenute da un parallelo cambio culturale radicale negli approcci e nell’educazione a questi strumenti sia da parte dei medici ma, soprattutto, dei cittadini stessi.

 


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