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Intervista a Francesco Bonfiglio

MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO DI 5000GENOMIVDA

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Engineering D. HUB è uno dei partner tecnologici del progetto. Di cosa si occupa e come è organizzata l’azienda?

Engineering D.HUB fa parte di Engineering, storico Gruppo multinazionale attivo nella trasformazione digitale e leader in Italia per lo sviluppo tecnologico. In particolare, Engineering D.HUB si occupa di fornire infrastrutture e servizi di calcolo per le tecnologie abilitanti al digitale. Siamo fortemente impegnati sul fronte di tutti i processi coinvolti nella trasformazione digitale e, a livello di Gruppo, c’è un’intera divisione di circa 450 ricercatori e data scientist legata alla ricerca e sviluppo delle nuove tecnologie.

Come si concretizza la partnership tra Engineering D.HUB e CMP3VdA? Qual è il vostro contributo al progetto?

Engineering D.HUB è una realtà che fa parte del tessuto economico valdostano ed è stata selezionata come partner tecnologico di CMP3VdA e del progetto 5000genomiVdA per la sua competenza in ambito tecnologico, nonché per il know-how che deriva dalla grande esperienza del Gruppo di appartenenza nell’ambito dei processi sanitari e servizi di nuova generazione. Per questo il nostro contributo è molteplice: co-finanziamo il progetto e forniamo servizi, piattaforme hardware e software e il data center, tutti strumenti essenziali alle analisi computazionali, di intelligenza artificiale e alla creazione della cartella clinica del futuro. Ancora, metteremo a disposizione l’expertise dei nostri specialisti di informatica che parteciperanno all’installazione e alla gestione delle infrastrutture tecnologiche, collaborando attivamente con alcuni dei borsisti, con il gruppo dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e con gli scienziati di IIT.

Di quale tecnologia sarà dotato il CMP3VdA?

Il progetto 5000genomiVdA è un esempio concreto di come la tecnologia e la ricerca d’avanguardia possano determinare oggi la diagnostica di domani grazie all’utilizzo di strumenti di calcolo ad alte prestazioni in grado di esaminare grandi quantità di dati in poco tempo. Il CMP3VdA all’Espace Aosta, grazie a Engineering D.HUB e agli altri partner, sarà dotato di strumentazioni particolari e create su misura per le esigenze di ricerca che necessitano di costante studio, aggiornamento e di personale specializzato in grado di gestirle e sfruttarle al meglio. Attualmente, ad esempio, stiamo lavorando per assemblare particolari computer con le componenti ottimali in grado di supportare gli algoritmi di machine learning e di intelligenza artificiale creati dagli esperti dell’Osservatorio Astronomico e dai bioinformatici di IIT.

Il progetto potrà contare sull’affidabilità del nostro data center di Pont-Saint Martin dove saranno conservati e analizzati i dati provenienti dal sequenziamento del genoma in totale sicurezza e privacy secondo le stringenti normative europee.

Uno degli obiettivi del progetto 5000genomiVdA è quello di creare una “cartella clinica del futuro”. Come si potrà realizzare?

La cartella clinica del futuro è un’idea di per sé abbastanza semplice da immaginare: consiste nel creare una sorta di identità biologica digitale “universale” in cui sono raccolti l’intera storia clinica e gli esami di ogni persona, a prescindere dalla sua provenienza e dalla struttura sanitaria di cui ha usufruito. Purtroppo, sebbene non sia particolarmente complicato programmare a livello informatico la cartella in sé, i problemi più rilevanti sono quelli che derivano dall’integrazione dei dati e dalla compatibilità con i vari sistemi. In Italia, come in altri paesi, ogni regione, provincia o struttura sanitaria ha un proprio metodo di archiviazione digitale e diversi database su cui vengono immagazzinate le informazioni: manca uno standard condiviso a livello nazionale. Questo è un grosso ostacolo perché risulta molto difficile integrare i differenti sistemi ed uniformarli: ci vorrebbe una visione transnazionale con un grosso investimento in termini economico-sociali che potrebbe profilarsi come un punto di svolta per la diagnostica del futuro sfruttando le tecnologie all’avanguardia che già oggi abbiamo a disposizione e, nel tempo, le loro evoluzioni.

Come si evolverà il panorama tecnologico della diagnostica e della medicina nei prossimi anni?

Stiamo vivendo un momento storico unico per quanto riguarda la tecnologia in ambito sanitario: oggi ci sono strumentazioni che solo pochi anni fa erano pura fantascienza e i database pubblici di dati scientifici e sanitari stanno diventando mano a mano più aggiornati e completi. È un settore in cui le dinamiche sono rapidissime e cambiano continuamente: ciò che era una realtà tre mesi fa può essere totalmente differente adesso. Ad esempio, da quando è stato scritto per la prima volta il progetto 5000genomiVdA, sono stati effettuati degli aggiornamenti fondamentali basati su nuove scoperte scientifiche che hanno nuovamente influenzato sia gli strumenti sia il nostro modo di agire e affrontare le sfide quotidiane. Ovviamente, molti di questi cambiamenti rimangono ben chiari agli addetti ai lavori ed agli esperti e solo in pochi rari casi riescono ad avere una forte risonanza pubblica.

 


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